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Giornata tecnica SIVE – SIVE incontra la Ricerca Europea: Applicazioni pratiche in vigneto e in cantina della ricerca scientifica

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Applicazioni pratiche in vigneto e in cantina della ricerca scientifica

Proseguendo nella tradizione degli incontri con i principali centri di ricerca in viticoltura ed enologia, la SIVE quest’anno raddoppia, riunendo due università leader a livello europeo: Udine e Rioja. Ricercatori di entrambi gli atenei ci presenteranno alcuni dei più recenti risultati ottenuti, focalizzandosi soprattutto sugli aspetti pratici e applicativi delle tecnologie oggetto di studio.
Come di consueto si approfitterà dell’occasione per approfondire anche le conoscenze sui vini della regione che ci ospita, tanto che due saranno le sedi dell’incontro: le relazioni della mattinata e la degustazione si terranno presso la Tenuta Stella di Dolegna del Collio, mentre la sessione pomeridiana si svolgerà nell’aula di analisi sensoriale dell’Università di Udine.

A chi si rivolge la giornata tecnica? Enologi, agronomi, direttori di cantina, responsabili produzione, proprietari di aziende vitivinicole, viticoltori, studenti di viticoltura ed enologia…

Codice SIV23D; la durata è di circa 7 ore.

Data e sede: Dolegna del Collio (GO) e Udine, 27 giugno 2023

 

PROGRAMMA IN SINTESI

c/o TENUTA STELLA

9h30                   Inizio operazioni di segreteria

10h00-10h15     prof. Emilio Celotti, Univ. Udine, dott. Diego Tomasi, Presidente SIVE, Giuliano Boni, segreteria SIVE
Presentazione della giornata

10h15-11h00     prof. Javier Tardaguila, Univ. Rioja
Nuove tecnologie e applicazioni intelligenti nella viticoltura digitale

11h00-11h30     prof. Rino Gubiani, Univ. Udine
Il pirodiserbo come opportunità per il controllo della vegetazione sottofila

11h30-12h00     Prof.ssa Carla Da Porto, Univ. Udine
Valutazione tecnico-economica di fattibilità del processo di estrazione con fluidi supercritici di polifenoli da vinaccia

12h00-12h45     Colleghi nel bicchiere con Erika Barbieri
Gli autoctoni friulani

Pausa pranzo c/o Tenuta Stella

Trasferimento all’Università di Udine

c/o UNIVERSITÀ DI UDINE

14h30-15h00     Prof.ssa Marisa Manzano, Univ. Udine
Nuove strategie per la ricerca di Brettanomyces bruxellensis e Oenococcus oeni

15h00-17h00     prof. Antonio Palacios, Univ. Rioja
Gli indicatori di longevità dei vini

 

PROGRAMMA DETTAGLIATO

Nuove tecnologie e applicazioni intelligenti nella viticoltura digitaleJavier TARDAGUILA
In viticoltura vengono sviluppate e applicate tecnologie emergenti non invasive per migliorare la produzione di uva e produrre vini di qualità in modo sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico. In questo lavoro, descriviamo alcune di queste tecnologie non invasive come computer vision, fluorescenza clorofilliana, termografia, spettroscopia e immagini iperspettrali per il monitoraggio prossimale o remoto dei vigneti. L’obiettivo principale di queste nuove tecnologie è quello di ottenere e fornire dati e informazioni ai viticoltori e ai produttori di vino come base per migliorare il processo decisionale. Le applicazioni intelligenti di queste tecnologie in viticoltura sono discusse in relazione allo stato dei nutrienti e dell’acqua, ai parassiti e alle malattie, ai componenti della resa e alla composizione dei frutti.

Il pirodiserbo come opportunità per il controllo della vegetazione sottofila Rino GUBIANI
La ricerca di soluzioni alternative al diserbo chimico, in particolare sulla fila del vigneto, è ritornata di interesse a causa delle diffuse preoccupazioni per la salute dei consumatori e per l’ambiente, e della ridotta disponibilità di adatti diserbanti chimici prevedibile per il prossimo futuro.
Il pirodiserbo a biomassa si presenta come un’interessante alternativa al diserbo chimico sulla fila, con vantaggi rispetto sia alle soluzioni meccaniche (migliore controllo attorno ai ceppi e ai pali, maggiore tempestività di intervento), sia al pirodiserbo tradizionale a gas propano (riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra e dei costi del combustibile).

Valutazione tecnico-economica di fattibilità del processo di estrazione con fluidi supercritici di polifenoli da vinacciaCarla DA PORTO
Le vinacce costituiscono il principale sottoprodotto solido dell’industria enologica (circa 6 milioni di tonnellate/anno al mondo) e sono ancora particolarmente ricche di polifenoli, composti ad elevato valore aggiunto. L’estrazione con fluidi supercritici (SFE) è la tecnologia ‘verde’ di elezione per il recupero di composti bioattivi, ma la sua applicazione a livello industriale è fortemente influenzata dal falso credo che i suoi costi siano elevati. I risultati di questo studio hanno dimostrato che il processo SFE per i polifenoli da vinaccia può essere sviluppato a livello industriale con costi competitivi rispetto alle tecnologie convenzionali e quindi adottato in un’ottica di bioraffinera integrata.

Nuove strategie per la ricerca di Brettanomyces bruxellensis ed Oenococcus oeniMarisa MANZANO
La rilevazione precoce di microrganismi di interesse enologico in cantina sta diventando sempre più importante per permettere interventi rapidi allo scopo di raggiungere un’elevata qualità del prodotto.
La microbiologia classica con impiego della conta su piastra, seppure specifica, richiede tempi lunghi, a volte non efficaci per la risoluzione di problemi. La biologia molecolare in questi ultimi decenni ha ridotto le tempistiche da giorni ad ore, ma richiede una fase dedicata all’estrazione del DNA per la sua applicazione e la presenza di personale esperto. La ricerca nell’ultimo periodo si è rivolta al disegno in silico di attameri, sequenze di DNA a singolo filamento in grado di legarsi a cellule intere, permettendo di evitare la fase di estrazione del DNA per l’analisi. Seppure ancora in fase di perfezionamento questa nuova metodologia permette di risparmiare tempo e di semplificare la procedura. Ciò, in associazione all’impiego di biosensori, strumenti che si propongono per un uso in situ, e di facile utilizzazione anche per non esperti, potrebbe migliorare notevolmente l’attività di ricerca di specifici microrganismi di interesse enologico, quali Brettanomyces bruxellensis ed Oenococcus oeni. Contaminante indesiderato l’uno, responsabile del noto “Brett character”, e starter per la fermentazione malolattica, importante per le caratteristiche organolettiche del vino, l’altro.

Gli indicatori di longevità dei vini Antonio PALACIOS
La qualità dei vini è strettamente correlata alla loro capacità di invecchiamento, in particolare una volta che lasciano il loro luogo di nascita, la cantina. La longevità dei vini a sua volta dipende da diversi fattori, tra cui la struttura colloidale e alcune interazioni con i composti volatili, nonché la sua acidità e il suo pH. Un altro aspetto molto importante è l’assenza o la bassa concentrazione di composti solforati, quali mercaptani e solfuri. Inoltre, l’eccesso di composti volatili, come certe aldeidi, fenoli o aromi erbacei, accorcia la vita aromatica del vino, così come gli aromi troppo maturi. Dal punto di vista chimico, l’aroma del vino cambia durante l’affinamento in bottiglia a causa della combinazione di diverse reazioni chimiche. Per questo motivo, l’individuazione di marcatori di ossido-riduzione che definiscano non tanto una data di scadenza, quanto un adeguato periodo di consumo preferenziale, è di fondamentale importanza per valutare il percorso evolutivo dei vini.
Nell’intervento si esamineranno i composti maggiormente coinvolti in questi fenomeni.

Colleghi nel bicchiere: gli autoctoni di Tenuta Stella Erika BARBIERI
Parte integrante della giornata sarà l’incontro Colleghi nel Bicchiere dedicato ai vitigni autoctoni friulani che, con la consulenza di Erika Barbieri, consigliera SIVE, vengono prodotti da alcune aziende della regione, tra cui Tenuta Stella, azienda biologica sede della prima parte dell’incontro. Dopo la presentazione delle principali caratteristiche delle cultivar, dei terroir di origine, delle tecniche di coltivazione e di vinificazione, come sempre la parola passerà al bicchiere, attraverso la degustazione di alcuni vini rappresentativi. Lo stile sarà, come di consueto, franco e informale, un botta e risposta tra colleghi durante il quale saranno soddisfatte tutte le curiosità dei presenti.
Per dare ancora maggior risalto alla degustazione, al termine i vini saranno abbinati ad alcune pietanze in grado di valorizzarne gli abbinamenti gastronomici con le specialità locali, per un pranzo di lavoro gustoso e conviviale.

(Codice univoco delle attività SIV23D)

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