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La gestione dell’ossigeno disciolto in pre-imbottigliamento: effetti sulla qualitá e sulla longevitá dei vini rosati

Maria Tiziana Lisanti | Università degli Studi di Napoli

45.00 (IVA incl.)

Specifiche

Lezioni

1

Durata

60 minuti

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La gestione dell’ossigeno disciolto in pre-imbottigliamento è determinante per la qualità e la shelf life dei vini, specialmente dei rosati confezionati in bottiglia trasparente. La ricercatrice illustra la catena ossidativa chimica, il ruolo di chinoni, acetaldeide e radicali idrossi, e le strategie di protezione: antiossidanti (SO₂, acido ascorbico, glutatione), gas inerti (azoto, CO₂, argon) e tecnologie di deossigenazione. Vengono confrontati sparging con azoto e contattore a membrana, evidenziando come entrambi preservino SO₂ e aromi nei primi sei mesi in bottiglia, con vantaggi operativi per i contattori a membrana.

La gestione dell’ossigeno in pre-imbottigliamento: qualità e longevità dei vini rosati

La relazione tra ossigeno e vino è ambivalente: fondamentale durante la maturazione, può diventare il principale fattore di degradazione qualitativa se non controllato nelle fasi finali di produzione. Questo è il tema centrale della lezione della ricercatrice, con focus specifico sui vini rosati.

La catena ossidativa chimica

In presenza di metalli (ferro, rame) e orto-difenoli, l’ossigeno innesca una reazione a catena che produce:

  • Chinoni, responsabili della perdita di tioli varietali (aromi di frutto della passione, pompelmo), della formazione di aldeidi (fenilacetaldeide, metionale) e del viraggio cromatico verso tonalità aranciate
  • Acqua ossigenata, che attraverso la reazione di Fenton genera radicali idrossi, specie altamente reattive che ossidano l’etanolo ad acetaldeide e degradano gli antociani
  • Acetaldeide, che a sua volta porta alla formazione di acetali (note di distillato) e sotolone (curry, fieno greco)

Perché i vini rosati sono particolarmente vulnerabili

Oltre alla sensibilità intrinseca all’ossidazione chimica, i vini rosati subiscono un fattore di rischio aggiuntivo: il confezionamento in bottiglia trasparente. L’esposizione alla luce (solare e artificiale) accelera le reazioni ossidative, mentre le temperature non controllate della vendita e della conservazione domestica ne aumentano ulteriormente la velocità. Uno studio del 2024 ha dimostrato che le condizioni tipiche di uno scaffale da supermercato (22 °C, illuminazione a fluorescenza, bottiglia trasparente) producono segni evidenti di ossidazione già dopo soli tre mesi.

Strategie di protezione: gli strumenti disponibili

Antiossidanti

  • SO₂: agisce su più punti della catena ossidativa (chinoni, acqua ossigenata)
  • Acido ascorbico: consuma rapidamente l’ossigeno disciolto
  • Glutatione: meccanismo d’azione simile all’SO₂

Gas inerti per l’inertizzazione

I tre gas principali hanno caratteristiche complementari:

  • Azoto: bassa solubilità nel vino, costo contenuto, producibile in loco; densità inferiore all’aria (rischio di stratificazione sfavorevole)
  • CO₂: densità superiore all’aria (ottima protezione superficiale), effetto sensoriale di freschezza utile per i rosati; alta solubilità nel vino
  • Argon: caratteristiche tecnologiche eccellenti (densità superiore all’aria, bassa solubilità); costo molto elevato

Nella pratica si utilizzano spesso miscele azoto/CO₂ calibrate in base al profilo sensoriale desiderato.

Deossigenazione in pre-imbottigliamento: sparging vs contattore a membrana

Per raggiungere concentrazioni di ossigeno totale al packaging inferiori a 2 mg/L, si ricorre a tecnologie di rimozione dell’ossigeno già disciolto.
Uno studio sperimentale su vini bianco (Greco) e rosso (Aglianico), portati a saturazione (~5,8 mg/L O₂) e poi deossigenati fino a 0,7 mg/L, ha confrontato le due principali tecnologie.

Dopo sei mesi, i vini deossigenati mostravano profili olfattivi nettamente orientati verso note fruttate e varietali, mentre il controllo non trattato presentava già evidenti note di ossidazione (miele, frutta disidratata).

Conclusioni operative

La deossigenazione pre-imbottigliamento è una pratica efficace e consigliata, soprattutto per i vini rosati. Non comporta perdite aromatiche significative con nessuna delle due tecnologie e consente di preservare le concentrazioni protettive di SO₂, prolungando la shelf life aromatica del prodotto finito.

La relazione riprodotta in questo filmato è stata presentata ai corsi in aula “Vinidea On The Road” 2026 

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