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L’agroforestazione per la biodiversità e la mitigazione climatica: un’integrazione colturale e culturale al biologico

Pierluigi Donna | Sata Studio Agronomico Società Benefit Srl Stp

45.00 (IVA incl.)

Specifiche

Lezioni

1

Durata

20 minuti

Tipologia

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Il Limite dell’Approccio Input-Output

L’agricoltura biologica che si limita a sostituire gli input di sintesi con quelli naturali rappresenta solo un primo passo, insufficiente per risolvere i problemi degli equilibri ambientali. Chi approccia la viticoltura biologica deve considerare le complessità ecosistemiche e le interazioni che ne derivano. Tra le diverse forme di agricoltura sostenibile, dall’agricoltura rigenerativa alla biodinamica, dalla permacoltura all’agroecologia, l’agroforestazione emerge come pratica capace di integrare e potenziare l’approccio biologico tradizionale.

Il Contributo del Gruppo SATA e il Protocollo Biopass

Il gruppo SATA ha dedicato anni di ricerca allo sviluppo di protocolli orientati alla sostenibilità viticola, affrontando temi cruciali come la carbon footprint, la carbon sequestration e la mitigazione degli eventi climatici estremi. Particolare attenzione è stata riservata alla biodiversità del suolo attraverso il protocollo Biopass, sviluppato per misurare e comprendere le dinamiche popolazionali microbiche. L’analisi di circa mille siti ha dimostrato il nesso fortissimo tra biodiversità del suolo, equilibri vegetoproduttivi e qualità del prodotto finale. Lavorare secondo protocolli biologici rigorosi costituisce una scuola fondamentale che richiede maggiore preparazione, attenzione e capacità di osservazione da parte degli operatori, traducendosi in maggiori soddisfazioni professionali.

La Biodiversità come Componente del Terroir

La viticoltura è culturalmente predisposta all’integrazione paesaggistica, essendo il paesaggio stesso parte dell’identità del prodotto e del rapporto tra viticoltore e consumatore. È giunto il momento di inserire la biodiversità nella definizione di Terroir, riconoscendola come l’anello mancante nella tradizionale interazione tra cultura, genetica, suolo e clima. Le piante interagiscono tra loro attraverso messaggi ormonali, contatti radicali e reti micorriziche che costruiscono un sistema di comunicazione territoriale. Questa interconnessione influenza direttamente le caratteristiche qualitative e la caratterizzazione del prodotto finale.

Esperienze Concrete di Agroforestazione Viticola

Mentre l’agroforestazione è pratica consolidata nelle colture tropicali come il caffè, in Europa e in Italia stanno emergendo progetti significativi. Nelle Marche, nell’entroterra di Fermo sotto i Sibillini, è stato realizzato uno dei progetti più ambiziosi d’Italia con l’impianto di 200 piante forestali e da frutto per ettaro, cifra superiore alle raccomandazioni standard ma funzionale a una gestione adattativa della chioma. Il vigneto è stato impiantato all’interno dell’alberata già costituita, con un sesto di 3000 viti per ettaro che consente ampi spazi di interazione. Le specie forestali sono state selezionate in base alle loro caratteristiche specifiche e alla posizione sul versante, permettendo vinificazioni parcellari per valutare gli effetti specifici.

In Franciacorta sono stati realizzati corridoi di biodiversità con essenze arbustive inserite direttamente nel vigneto, seguendo criteri forestali per favorire la colonizzazione e gli spostamenti della fauna. Questi interventi non solo migliorano la regolazione termica e la gestione idrica attraverso apparati radicali profondi, ma creano anche alleanze ecologiche fondamentali per il basso impatto, attraverso forme di predazione e competizioni territoriali.

Approccio Operativo e Prospettive Future

La realizzazione di progetti agroforestali richiede collaborazione con tecnici specializzati e università. Le fasi operative includono indagini botaniche sulle essenze spontanee e autoctone, la selezione di specie con profili predittivi di adattamento climatico futuro, e l’esclusione di piante ospiti di patogeni pericolosi. Gli interventi sono modulabili secondo le disponibilità aziendali, dalle siepi perimetrali all’integrazione di essenze arbustive compatibili con le lavorazioni, fino all’allevamento di piante arboree all’interno del vigneto, con l’obiettivo di creare modelli replicabili e contestualizzati.

La relazione riprodotta in questo filmato è stata presentata durante Enoforum BIO 2025 (Online | In presenza: Piacenza 24 ottobre 2025)

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L’agroforestazione per la biodiversità e la mitigazione climatica: un’integrazione colturale e culturale al biologico

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